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Sono Anna Adamolo,
sono il Ministro Onda dell'Istruzione, Università e Ricerca. Il mio compito è quello di tutelare l'istruzione e l'università italiana. Il mio primo impegno sarà il ritiro della Legge 133 e della legge Gelmini.
Sono Anna Adamolo. Non capisco perché il mio ultimo bambino, che andrà a scuola fra sei anni, dovrà fare la scuola elementare con un maestro solo, mentre sua sorella da quattro anni studia con tre maestri, e sta imparando un sacco di cose.
Sono Anna Adamolo. Sono single, e lavoro. Ho già passato le pene dell'inferno per trovare un posto all'asilo per mia figlia, ed ora che lei va alle elementari rischio anche di vedermi rubare il tempo pieno. Sono piena di rabbia: vorrei pensare anche alla mia formazione, per non restare sempre rinchiusa in un ruolo che mi sta stretto. Ma come si fa? Sembra di parlare di fantascienza in questo paese. Eppure non sarebbe difficile: basterebbe avere più asili nido, non essere discriminate sul lavoro quando si hanno dei figli, il tempo pieno magari anche alle medie.
Sono Anna Adamolo. Mio figlio ha 17 anni, mi ha detto che domani ci sarà un'assemblea nella sua scuola. Discuteranno sul decreto Gelmini, cercheranno di capire perché vogliono tagliare i finanziamenti alle scuole pubbliche e lasciare inalterati quelli alle scuole private. Gli ho detto di ascoltare con attenzione, di decidere con i suoi compagni, e se vorranno occupare la scuola tutti insieme faranno bene a farlo. Sono molto preoccupata per il suo futuro.
Sono Anna Adamolo. Ho 42 anni, un'abilitazione all'insegnamento e ho vinto il concorso per italiano e storia negli istituti tecnici. Faccio supplenze da sette anni. Ho vinto un concorso, ma non ho una cattedra. Mi sa che con questa nuova legge non ce l'avrò mai.
Sono Anna Adamolo. Ho cominciato un dottorato di ricerca in fisica l'anno scorso, mi sono laureata con 110 e lode, il mio professore voleva farmi studiare a Livermore, ho preferito restare in Italia, mi piacerebbe, prima o poi, insegnare all'Università. Ho visto che in questa legge Gelmini è previsto che su cinque professori universitari che andranno in pensione, ne verrà assunto uno solo. Avrei fatto meglio ad andare a Livermore.
Sono Anna Adamolo. Sono una studentessa universitaria, non avevo tanta fiducia nell'università, le istituzioni sono dei carrozzoni e ognuno deve arrangiarsi come può. Mi fa rabbia che vogliano tagliare tutti questi fondi all'università, quasi il 25% in cinque anni. Non ci possono ridurre sul lastrico, devo passare altri tre anni qui, forse cinque. Come faremo a studiare senza risorse, con i professori sempre più demotivati, e noi non contiamo niente, niente. Mi sono sentita meglio quando sono andata alle prime assemblee, ho fatto i cortei con le mie amiche e i miei amici, abbiamo occupato. è la prima volta che riusciamo a parlare davvero, che capisco come funzionano le cose. Sono più viva, adesso. Non voglio smettere di lottare finché qualcosa non cambia.
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Sono Anna Adamolo.
Ho due figli ed ho sempre lottato per il loro futuro. Da troppi anni la situazione sta degenerando in modo terribile e preoccupante. Ai giovani, studenti, dottorandi, ricercatori precari, professori, etc. vorrei dire: dovete lottare con tutta la vostra forza, non fatevi intimidire, non accettate di essere ridotti al silenzio.
Avete dalla vostra parte la forza delle vostre ragioni, avete il diritto di poter studiare e di ricevere una istruzione adeguata. Avete diritto al vostro futuro, avete diritto alla speranza e alla possibilità di realizzare le vostre potenzialità. Siete voi la forza del nostro paese.
Non dimenticatelo mai. I governi passeranno, ma siete voi che dovete decidere del vostro futuro, non lasciate che politici irresponsabili lo distruggano definitivamente. Coraggio, uniti e determinati, avanti così!
La scuola, a qualunque livello, deve essere pubblica e non riservata ad una élite. Siamo con voi.
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Sono Anna Adamolo,
ho 4 figli, di otto, cinque, tre e un anno. Questo governo mi sta obbligando a licenziarmi, per seguire i miei figli, dato che non posso - E NON VOGLIO - permettermi una scuola privata per tutti.
VOGLIO la scuola che hanno adesso, voglio che alla scuola dell'infanzia restino 2 insegnanti, valide, che mi hanno sempre aiutato a capire i miei bimbi, che li hanno educati... i miei figli conoscono i segnali stradali, conoscono il significato della parola "allucinazione", e questo a cinque e tre anni... mia figlia di otto anni in matematica ha conosciuto
la proprietà commutativa, associativa, transitiva... e sa cos'è la sintassi e la grammatica.
I miei bimbi sono il mio tesoro, il mio futuro, mio e quello di tutta la nazione. Ma così stanno eliminando questo futuro, vanno verso l'ignoranza. Per questo, come nuovo ministro dell'istruzione, ho deciso di eliminare la legge Gelmini, e di restituire ai miei figli la speranza nel futuro.
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Sono Anna Adamolo,
ho tre abilitazioni e 16 anni nella scuola di insegnamento nella scuola pubblica. Amo il mio lavoro che ho svolto sempre con serietà, impegno e passione. Ho amato anche i miei alunni che nel corso del tempo mi hanno gratificato con la loro stima e il loro affetto, e soprattutto con i loro ottimi risultati sul campo.)
Da quest’anno sono a casa – licenziata senza mai essere stata assunta - in attesa di uno straccio di supplenza che non arriva o di un contratto a progetto per rimanere a galla. Mi sembra di vivere un incubo. Sono amareggiata da quello che sta succedendo nella scuola italiana, ma soprattutto delusa dalla scarsa reazione di fronte allo scempio della scuola pubblica cui il paese sta assistendo senza reagire.
Cosa aspettiamo ancora per mobilitarci ed occupare le piazze di tutta Italia, bloccare le attività didattiche e rivendicare come docenti,come genitori, come alunni il diritto allo studio e a un’educazione democratica e veramente uguale per tutti?
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Sono Anna Adamolo,
sono professore all'estero.
Mi sa tanto che non tornerò mai più in Italia visti gli stipendi e le condizioni lavorative che il mio stato mi riserva!
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Sono Anna Adamolo,
lavoro in una scuola elementare di Torino. Da trent'anni insegno nel tempo pieno. Ho avuto colleghe meravigliose, da cui ho imparato moltissimo: professionalità, didattica, strategie di relazione.
Il confronto con altre persone è sempre stato arricchente, sia per me, sia per i miei alunni.
Ogni giorno è una sfida: ieri per cercare strategie e modelli validi per i bambini con minori opportunità sociali, oggi per favorire e costruire l'inserimento dei bambini che arrivano da lontano.
Non voglio che l'incompetenza di un ministro, che non sa nulla di scuola, di bambini, di valutazione, di rapporto con i colleghi, di programmazione didattica, di rapporto con le famiglie costruito faticosamente attraverso la costruzione della fiducia e l'ascolto, metta fine a questa esperienza di democrazia e di civiltà.
Né mi piace che si parli di classi ghetto in cui inserire temporaneamente qualcuno perché impari l'italiano. Come pretendere poi di costruire tolleranza e comprensione?
Sono Anna adamolo e come me ce ne sono tante.
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Sono Anna Adamolo,
ho 44 anni, un figlio di 4 anni che probabilmente verrà parcheggiato a destra e a manca già dal primo anno di scuola elementare perchè conoscerà un solo maestro e perchè ovviamente le scuole non potranno farsi carico di allievi oltre l'orario scolastico.
I Ministri tutti si "prodigano" affinchè il nostro Paese aiuti i più bisognosi, affinchè l'essere mamma non sia "d'intralcio" alla carriera lavorativa, ma i Ministri TUTTI hanno idea di quali siano gli stipendi medi degli italiani?
Io sono una dipendente statale, guadagno circa 19.000 euro lordi l'anno e vivo sola con due figli.
Non è più opportuno cercare di salvare gli "Italiani" dalla povertà?
Lasciamo le riforme a chi di riforme se ne intende e non chiamiamo RIFORMA i tagli di spesa, non possiamo, BASTA con gli abusi da parte di chi non viene toccato mai.
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Sono Anna Adamolo,
Sono plurilaureata in lettere moderne vecchio ordinamento con 110/110 e lode, quattro anni fa ero piena di speranze e ho deciso di conseguire una seconda laurea in Musicologia e Beni Musicali a Bologna. Ce l’ho fatta! Anche questa con 110/110 e lode.
La mia passione per la musica mi ha portato a studiare pianoforte e a conseguirne il diploma con ottimi voti (8/10). Pensavo di trasformare la passione per lo studio e per la musica in lavoro: ma quale lavoro? Ho lavorato come supplente due anni fa presso un liceo scientifico; l’anno scorso ho fatto l’esperienza del lavoro-sfruttamento in una scuola di recupero anni scolastici.. Ho provato il dottorato di ricerca… E ora?
Ho 32 anni e non so cosa fare. In attesa di una chiamata come supplente (che non arriverà mai!.. sono inserita in terza fascia!), ho inviato curriculum vitae ovunque alla ricerca anche di un lavoro come commessa… Con la vana speranza di poter mettere radici e costruire una famiglia… Se il nostro ministro mi desse qualche “dritta”, ne sarei felice!!!!!!
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Sono Anna Adamolo,
ho due figlie universitarie che quest'anno dovranno pagare il doppio di tasse rispetto all'anno scorso anche se il reddito familiare è sempre lo stesso poichè mio marito è pensionato....quindi cosa dobbiamo fare signora GELMINI mi dica lei.
Ah dimenticavo ...io ho un'abilitazione all'insegnamento ma non lavoro perchè nella mia provincia le graduatorie non scorrono....allora che si fa?
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Sono Anna Adamolo,
insegno Italiano e Latino, ma sono anche una mamma che ha usufruito della scuola elementare che la Gelmini vuole "riformare".
Sarò sicuramente limitata, ma non riesco proprio a capire perchè, per riformare la scuola, la Gelmini abbia deciso di cominciare dal ciclo che funziona meglio di tutti, che si avvale di maestri e maestre competenti che riescono, grazie al modulo, a fare allineamento, potenziamento e recupero all'interno del gruppo classe così che tutti e sottolineo tutti i bambini riescano ad imparare e ad andare avanti.
Sarò limitata, ma anche la ministra...illimitata non mi pare proprio.
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Sono Anna Adamolo,
Sono un'insegnante di un istituto professionale di Torino da trent'anni sulle barricate, felice di fare questo lavoro ed orgogliosa dei risultati ottenuti.
Sono una voce che da anni si rinnova, che usa le nuove tecnolgie in classe, che ha un dialogo continuo con gli studenti. Gli istituti professionali sono l'unico momento di riscatto per alcuni allievi, che arrivano da noi demotivati, da un ambiente sociale deprivato culturalmente e da situazioni famigliari spesso disastrose.
Forse dovreste condividere la mia gioia nel vedere che molti si sono realizzati nel lavoro, anche grazie agli sforzi fatti da noi.
Forse dovreste entrare nella mia 1b, dove ci sono 8 ragazzi straineri, uno appena arrivato dal Pakistan e che non spiacciava parola e adesso grazie ai suoi compagni italiani parla e impara scrivere.
Forse dovreste venire in 1b dove il ragazzo disabile aiuta il pakistano e tutti, tutti hanno voglia di imparare. Credete davvero che nei licei questi ragazzi avrebbero l'opportunità di arrivare a un diploma?
Se sì, si vi sbagliate; dopo neanche un mese di scuola verrebbero invitati a cambiare tipologia di studi e approderebbero, appunto da noi.
Forse dovreste conoscere le mie ragazze marocchine, che l'anno scorso non parlavano italiano e ora parlano e scrivono meglio dei loro compagni.
Perchè non dovebbero andare all'università?
E pensate davvero che in questa classi si possa lavorare con 30 studenti e senza codocenze?
Provate a venire nella mia scuola a fare un giro, provate a entrare nelle classi, dove tutti nella loro diversità rivendicano il diritto di imparare, e poi forse capirete.
Non importa, il mio senso etico mi spinge a lavorare in tutte le direzioni per salvaguardare i miei allievi più deboli e il loro futuro.
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Sono Anna Adamolo,
Lavoro nella scuola dal 1990, faccio l'Assistente Tecnico di 3 laboratori (Informatica, Lingue, attrezzature multimediali) in un Liceo Scientifico.
Fino all'anno scorso non ero solo. Con me c'era un bravo ragazzo, Assistente tecnico PRECARIO, felice di lavorare nella scuola, un lavoro che adorava e che gli permetteva di sostenere con dignità la sua bella famiglia.
Ero felice anch'io perchè ero fiero di lui, non era affatto un "fannullone" e mi riempiva di orgoglio insegnarli a fare bene questo mestiere per la crescita e l'educazione dei nostri ragazzi.
Ora sono di nuovo solo, il posto per lui non c'è più, la sua famiglia si deve arrangiare. Da solo non so se riuscirò a essere presente nei laboratori così come si dovrebbe e forse un domani per questo motivo anche io sarò chiamato: fannullone.
SONO PIENO DI RABBIA e non posso permettere che la scuola pubblica venga ridotta a una spesa di bilancio.
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Ho ricevuto la sua storia da una cara amica e le sono vicina in questa lotta e sper che lei possa veramente porre fine a questo strazio... sulla pelle dei nostri figli... ma che futuro avranno con una tale istruzione... dove potranno andare a lavorare se non avavranno acquisito gli strumenti per studiare, crescere nel rispetto degli e l'accettazione delle diverse culture e lo studio delle lingue straniere.
L'italia , mia amata. è un paese in declino e senza futuro per i nostri figli.
Io e mio marito stiamo preparando i nostri figli a vivere altrove, perchè questa è l'unica soluzione, se le cose non cambieranno.
Sono Manuela Chiapponi Andreoli , ho compiuto oggi 47 anni e sono mamma a tempo pieno e forse di più di tre figli.
Chiara di 21 anni , che frequenta l'Università di Scenze Politiche cooperazione int.le a Bologna con grande passione e ringrazia per aver fatto l'asilo nido Cervi a Reggio Emilia con il metodo Malaguzzi ( per chi non lo sa Malaguzzi è stato un uomo meraviglioso che ha cambiato la vita pre scolastica e non solo dei nostri figli e in tutto il mondo, grazie alla formazione di tante persone che vengono qui ad imparare.... lo conosce la Gelmine?????)
Chiara ringrazia per aver fatto la scuola materna stesso metodo e tante insegnanti in gamba che con amore e preparazione le hanno dato la forza d'animo e il coraggio di afffronatre quello che sarebbbe venuto dopo!!!!
Chiara ringrazia per aver fatto una scuola Elementare Italo Calvino a Reggio Emilia , dove la tolleranza , il conoscere bimbi di altre nazioni è stato il pane quotidiano e l'educazione alla pace e alla non violenza e stata la base della sua visione futura... UNA SCUOLA DOVE LE INSEGNANTI HANNO FATTO PROGETTI IMPORTANTI E CONOSCIUTI NON SOLO A REGGIO EMILIA MA A LIVELLO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE... VEDI IL PROGETTO MUSE ... e tanto altro
E potremmo continuare cosi fino all'infinito.
Se chiara sa parlare inglese come l'italiano e ha in tasca un diploma americano e perchè tutte le insegnanti con cui a passato il suo tempo l'hanno spinta verso una visione della vita speciale ed importante.
Chiara quest'estate è stata in Bielorussia con un'azione umanitaria , ha conosciuto una nuova lingua, ha conosciuto problemi enormi e culture diverse .... A chi la deve questa curiosità?????
A tutte le persone che ha incontrato nella sua vita scolastica
Ma con Luca 11 ANNI , 1a media e Matteo 2 anni come andranno le cose?????
Avranno la stessa possibilità di Chiara, ne dubito se le cose continueranno così... e vi assicuro che sta tutto cambiando in peggio
UN PAESE CHE NON INVESTE NELLE SCUOLE E NELLA CULTURA E' UN PAESE AL PALO... SENZA FUTURO
Ci penso, cara Anna Adamolo e ogni giorno mi viene da piangere, al pensiero che dovremo portarli altrove perchè abbiano un futuro.
Con i tagli che ci saranno , Luca e Matteo non avranno le stesse opportunità di crescita che ha avuto Chiara e dove andremo a finire.
Quando quell'ignorante , parla dei tagli non sa cosa vuol dire il tempo pieno per una donna che lavora... in fatti ora non posso più lavorare, me ne sto a casa
Quell' ignorante perchè ignora le esperienze e il valore di questo tipo di formazione non si rende conto di quanti ragazzi il tempo pieno ha salvato dalla strada e da tante altre cose...
Il maestro unico io l'ho avuto e ho vomitato tutte le mattine per un anno, perchè era un incapace ed essendo io tanto sensibile mi dava il voltastomaco... ma me lo sono tenuta fino a quando mia madre mi ha mandato in una scuola migliore con sacrifici enormi e con un insegnante che amava i ragazzi e il suo lavoro.
Voglio credere che ci sia il buon senso di capire, quali sono le cose importanti della scuola, parliamo di persone e non di BULLONI.
Cara Anna Adamolo
le sono vicina come mamma e come donna e voglio credere che qualcosa cambierà.
LO DEVO A CHIARA , A LUCA E A MATTEO E A TUTTI I RAGAZZI E BIMBI COME LORO,
un abbraccio
Manuela Chiapponi ANDREOLI
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Sono Anna Adamolo,
insegnante elementare per scelta, per passione, per etica.
Voglio continuare ad insegnare dando il meglio di me ai miei bambini e so di non poterlo fare da sola, so di non poterlo fare con classi sempre più numerose, so di non poterlo fare se non mi confronterò con altre colleghe sulla mia classe, so di non poterlo fare con una scuola che diventa parcheggio.
Credo che la scuola sia la base per un futuro migliore per la nostra società e lotterò con tutte le mie forze per non distruggere lo spazio educativo che con fatica è stato creato in tanti anni nel nostro paese.
Lotterò personalmente per non discriminare i bambini in base alla lingua, alla razza, alle abilità e competenze.
Lotterò per offrire migliori opportunità di istruzione e di educazione a chi non ha altro se non la scuola per crescere come essere pensante e critico.
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Sono Anna Adamolo,
ho lavorato 9 anni come insegnante precaria nella scuola dell'Infanzia del Comune di Milano.
Quattro concorsi superati per avere il tanto agognato ruolo. Un'abilitazione statale in tasca,che non mi ha aiutato negli anni bui dei licenziamenti comunali e neanche ora che sono 40esima nella graduatoria ad esaurimento di Pavia.
Il blocco del turn over mi consacrerà 40esima per sempre, e se l'amministrazione di Palazzo Marino si adeguerà ai Dictat Gelmini (è già pronto anche il piano per la distruzione della Scuola dell'Infanzia), essendo in ruolo solo dal 2006, potrei finire a scaldar la sedia in qualche sperduta ripartizione di uiffici Comunali,
in nome del MAESTRO UNICO!!!
Continua
Sono Anna Adamolo,
Sono insegnante di scuola dell’Infanzia Pubblica dal 1978 e questa legge sta cercando di cancellare la scuola per i bambini e le bambine da tre a sei anni che abbiamo costruito in 30 anni di lavoro:
la scuola dell’inclusione
la scuola del sapere, saper essere e saper fare
la scuola dove se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo
la scuola del diritto alla cultura fin da piccoli
la scuola delle pari opportunità per tutti
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Sono Anna Adamolo,
da 32 anni nella scuola
da 32 anni penso e dico le cose che finalmente oggi sono emerse
da 32 anni aspetto questo momento
Posso finalmente andare in pensione, il tempo di elaborare il lutto di
lasciare questi esseri sempre piu' abbandonati e sempre piu' avvinghiati
a qualsiasi parvenza di adulto e di valore
che per 32 anni sono stati parte del mio vivere
Vado in pensione finalmente
C'e' cosi' bisogno di posti per voi
Sapendo che finalmente siete diventati adulti
E avete imparato a difendere la scuola
Bravi bravi bravi
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Sono Anna Adamolo,
e sono un postdoc. Per fare il mio lavoro ho deciso di andare all'estero.
Ho deciso cosi', un po' perche' e' nello spirito della ricerca, un po' perche' in Italia questo lavoro non si poteva fare in maniera dignitosa gia' un anno fa, figuriamoci ora che verranno ulteriormente tagliati i fondi.
Dove sto ora non mi vergogno del lavoro che faccio, ma mi vergogno di quello che succede in Italia.
L'unica speranza che ho di poter tornare un giorno e' la vostra onda coloratissima, siete grandi ragazzi, non mollate!!!
Eleonora
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Sono Anna Adamolo.
Ho 40 anni e sono laureata in lettere e vivo in Liguria (lontano da Genova), dopo la laurea ho gestito una ludoteca-centroculturale per bambini e ragazzi, nel 2004 ho avuto il mio terzo figlio e il lavoro in ludoteca (di mia proprietà) era molto impegnativo così ho rinunciato.
Dopo la maternità sono entrata in graduatoria in terza fascia...NON SONO ABILITATA..lavoro annualmente nella scuolamedia dal 2005 ma la mia situazione famigliare non ha reso UMANAMENTE possibile frequentare la SSIS a Genova con orari e cifre per me IMPOSSIBILI.
Adoro il mio lavoro, ho un riscontro positivo dagli alunni e dai dirigenti, ma ora cosa potrò fare? Ci sarà in futuro un modo umano per abilitarsi? egli anni di insrgnamento già fatti potrò sperare che non siano stati vani?
Continua
Sono Anna Adamolo,
dottoranda SENZA borsa di studio.
Faccio ricerca per il nostro Paese a titolo completamente gratuito (melius: rimettendoci anche fra tasse per il "diritto allo studio", materiale per la ricerca, convegni fuori sede ecc.).
Ho 28 anni e vivo ancora con i miei (credevano -erroneamente- che fare studiare la figlia le avrebbe garantito una vita migliore della loro).
Ho 28 anni e non so cosa farò quando ne avrò 30 ed avrò conseguito il titolo di dottore di ricerca ...
Probabilmente continuerò a fare questo lavoro (che amo) lontana che questo Paese (che inizio a detestare) !
Continua
Sono Anna Adamolo,
ho 25 anni e per fortuna ho terminato i miei studi universitari lo scorso Febbraio, ora lavoro ma non in Italia, paese che ho volutamente lasciato, lavoro in Belgio, a Bruxelles.
Ma anche da qui seguo l'Onda che mi ha ridato speranza e mi ha reso nuovamente orgogliosa di essere italiana, l'Onda mi ha completamente travolta a tal punto che con un gruppo di ragazzi italiani che attualmente studiano o lavorano qui in Belgio abbiamo manifestato davanti l'ambasciata italiana il 14 novembre in contemporanea con i nostri coetanei in Italia ma anche in molte altre città europee, eravamo più di 100 a rivendicare i nostri diritti, il diritto allo studio, il diritto al futuro.
Anche se non sono una studentessa, né una ricercatrice ho manifestato perché l'anno prossimo mia nipote comincerà le elementari, perchè tra due anni mio fratello andrà all'università, perché forse un domani vorro' crescere i miei figli in Italia, il mio Paese, il Paese che amo, perché voglio che questo Paese cresca, si evolva ed oggi cio' non puo' avvenire senza investire in ricerca e sviluppo.
Insomma ho manifestato perché é arrivato il tempo di "pensare agli altri oltre che a sé stessi, al futuro oltre che al presente".
Continua
Sono Anna Adamolo,
laurea in Fisica con 110 e lode e stipendio da 1000 euro come tecnico d'informatica in una scuola superiore dopo 5 anni di precariato. Lavoro con tante persone che quotidianamente si sbattono per tenere aperta la scuola tutti i giorni fino alle 18, per corsi, attività extra, sport, cultura.
Gli slogan dei ministri Brunetta e Gelmini, le loro facili ironie sulla presunta "fannulloneria" di chi ogni giorno affronta una miriade di problemi umani di cui paiono non avere la più pallida idea non mi offende solo come lavoratrice della scuola, ma come cittadina.
La legge 137 che mi toglie lo stipendio anche quando la visita fiscale abbia accertato che sono VERAMENTE malata mi sembra una misura lesiva della persona umana ancora prima che della condizione di lavoratore di un ambiente fortemente usurante, come quello della scuola, fatto di mediazioni, di rapporti umani intensi, di difficoltà legate alle poche risorse, in una parola di fatica fisica e mentale.
La legge 133 una semplice mannaia per decapitare non solo scuola e università, ma la società tutta, nel suo punto nevralgico: quello in cui si producono le idee, si produce la tolleranza, si crea l'incontro tra le diverse opinioni, si generano riflessioni importanti e strumenti di conoscenza vitali per il paese.
Perchè il ministro delle finanze, per sanare la crisi, non ha pensato di attaccare quel cumulo di centinaia di milioni di euro di evasione fiscale, e invece si è lanciato nel taglio dell'istruzione? Qualcuno glielo può chiedere?
Continua
Sono Anna Adamolo,
Sono una studentessa della specialistica di Genetica e Biologia molecolare, adoro quello che studio da 5 anni a questa parte e sogno un futuro in cui potrò sentirmi realizzata lavorando su ciò che mi appassiona.
Dall'inizio dell'università ho sempre lavorato per mantenermi, nonostante vivo ancora con i miei genitori (purtroppo) e dunque non devo pagarmi l'affitto come tante altre persone che studiano qui alla Sapienza.
L'anno prossimo comincerò un dottorato di ricerca all'estero, poiche' qui in Italia ci stanno toglieno ogni possibilità di realizzazione nell'ambito della ricerca.
Spero un giorno di poter tornare nel mio paese, di potermi stabilire qui e mettere su famiglia, nel paese che amo, ma che sta subendo coltellate alle spalle ogni giorno di più.
Spero che l'Onda non si fermi, io continuerò fino alla fine, sacrificando anche tanto tempo da levare allo studio e al lavoro di laboratorio e di preparazione della tesi, lo faccio non solo per me ma anche per mio fratello che ha appena iniziato l'università e che tra 3 anni non potrà continuare, perchè le tasse saranno troppo alte.
Lo faccio per i miei futuri figli.
Lo faccio per tutti gli italiani che purtroppo non si rendono contro di quello che sta succedendo.
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Sono Anna Adamolo,
NON SONO UN'INSEGNANTE PER CASO!
Sono una precaria della scuola, ma non per caso! Ho partecipato e superato due concorsi pubblici e ho frequentato la SSIS, ottenendo in totale quattro abilitazioni. Da otto anni insegno e quando ho iniziato ho accettato di trasferirmi dalla mia terra e dai miei affetti. In questi anni ho acquisito competenze, ho fatto esperienze, aggiornamento continuo, spesso con corsi autofinanziati.
Ho partecipato a progetti, ho proposto progetti alla scuola, ho stabilito contatti e rapporti professionali e adesso qualcuno mi dice che dal prossimo anno dovrò fare altro, non si sa bene cosa.
Il decreto Gelmini è un taglio anticostituzionale. L'art. 3 della Costituzione recita: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [...] è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, [...] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Bene, in questo momento la Repubblica non rimuove gli ostacoli, ma li crea, limita la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impedisce lo sviluppo della persona umana, e la partecipazione alla vita politica, economica e sociale del paese. Se il lavoro è un diritto, le scelte cieche di questo governo ledono il diritto di chi da anni lavora per lo Stato.
Noi precari abbiamo servito il Paese come soldati sempre pronti e disponibili. Abbiamo accettato di essere usati come kleenex: nominati il 1 settembre e licenziati il 30 giugno senza lo stipendio estivo, abbiamo accettato di lasciare le classi in cui tanto avevamo creduto, in alcune grandi province non abbiamo usufruito delle 150 ore del diritto allo studio, abbiamo rinunciato ai 3 giorni di assenza per motivi familiari, ma tanto, i precari sono i meno assenteisti, altro che fannulloni!.
Ebbene, dopo tali umiliazioni quello che sta accadendo adesso è inaccettabile! 130.000 cattedre in meno coinvolgono altrettante famiglie, ma i cittadini coinvolti saranno molti di più.
Il decreto Gelmini colpisce i soggetti più deboli della società: donne e bambini. E' una legge maschilista frutto di un pensiero retrogrado che non trova supporto in nessuna teoria pedagogica, colpisce i bambini propinando il pensiero unico del consumatore che professa l'avere piuttosto che l'essere.
Non è una manovra grave solo per la scuola, ma per la società. E' uno tzunami, sul nostro Paese ma la protezione civile non sente l'SOS e non viene a soccorrerci!
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Sono Anna Adamolo,
la mia storia è semplice e so di non essere l'unica, sono figlia di un pensionato e una casalinga..questo già dice tanto.
Questo già spiega quanto sacificio da parte dei miei genitori c'è per garantirmi gli studi e questo già preannuncia che dovrò rinunciarvi se le tasse diventeranno quelle di un'università privata!!!
Di 4 figli,gli altri più grandi di me, io sono la studentessa modello. Non mi vergogno a dire che a me studiare piace!e anche tanto. L'ho sempre preso come una sorta di grazia che mi è concessa..d'altronde se esiste un terzo mondo è perchè lì il termine istruzione non esiste! e sono riuscita sempre bene negli studi col massimo dei voti.
Mi sono diplomata con 100 al liceo linguistico e ora frequento scienze politiche a roma tre. Sono una pendolare fissa. Non posso permettermi un appartamento a roma,i prezzi sono troppo alti e poi io non avrei tempo anche per lavorare e mantenermi tutto da sola, per cui ho anche le spese del viaggio, spese fisiche e mentali dal momento che ogni giorno quasi 4 ore del mio tempo le passo sul treno!!
Il mio sogno? tutti mi hanno sempre detto che sarei un'ottima insegnante! per la mia pazienza e per la mia capacità di trovare le parole adeguate per farmi capire da chi mi ascolta..ma a me piacerebbe più di tutti insegnare all'università. Un'università pubblica! e no per pochi figli di papà! ma il problema non è quello, è che qui in Italia proprio non avrò possibilità di farlo, dovrò andare all'estero, come tanti, fuggire da questo paese che se ne frega del futuro.
Sono desolata e scoraggiata, sono delusa dalla mia italia, l'unica cosa che mi consola, sono i ragazzi della mia età che stanno facendo sentire pacificamente la loro voce di gente disperata che ancora vuole bene alla sua terra, non vuole vederla sprofondare, teniamo duro!
Il futuro è il nostro ed è giunto il momento di riappropriarsene!
Continua
Sono Anna Adamolo.
Sono una studentessa fuoricorso che ha sottratto tempo allo studio per frequentare il policlinico della mia facoltà facendo anamnesi ai pazienti, compilando cartelle cliniche, misurando pressioni, preparando articoli e congressi per baroni e baronetti perché così deve fare chi non è “protetto” per cercare di avere un futuro come medico, tutto gratis, ma dovrò pagare il doppio delle tasse universitarie perché la Gelmini dice che sono una fannullona bambocciona.
Continua
Sono Anna Adamolo.
Sono del liceo ginnasio "G. La farina" e ho partecipato attivamente alla protesta contro la riforma Gelmini tramite molteplici manifestazioni in piazza, che sono poi andate sfociando in un'occupazione fisica della scuola, svoltasi in maniera pacifica, democratica e con la perenne garanzia del diritto allo studio per chiunque lo avesse voluto (alcune classi hanno persino svolto compiti in classe).
Ma sento che non dobbiamo fermarci, che ancora non si è smosso abbastanza, che soprattutto a messina, sebbene si sia già fatto molto più di quanto avessi mai aspettato, c'è ancora gente da informare e lotte da portare a termine.
Per questo motivo, ho deciso di urlare ai miei concittadini e tutti coloro siano disposti ad ascoltarmi che quanto fatto dai miei studenti durante l'occupazione non è stato semplicemente perdere tempo, e che l'uragano gelmini va fermato.
Continua
Sono Anna Adamolo,
Sono un ITP insegnante tecnico pratico che da circa 10 anni lavoro con amore per fornire le capacità tecniche necessari ai miei alunni e nostri futuri periti e tecnici.
La confindustria mi vuole eliminare considerandomi "generico diplomato".Se da un lato siamo diplomati ed è giusto alzare il titolo di accesso con opportuni corsi tecnici , dall’altro siamo persone e lavoratori con alte qualità tecniche,abilitate all'insegnamento. Stanno ammazzando la scuola tecnica.
Noi ITP non molleremo cosi facilmente lotteremo fino all'ultimo sia per il nostro futuro sia per i nostri alunni.
Non si può eliminare un categoria di lavoratori in cui spalle gira l’intera organizzazione degli ITIS, IPSIA ecc ecc.
Continua
Sono Anna Adamolo,
ho 50 anni e sono maestra di scuola dell'infanzia, quella scuola che con tanta fatica e impegno abbiamo portato come esempio nel mondo.
Che ne sarà di questa scuola, dopo la 169?
Ho due figlie alla scuola media, avranno le stesse chances di chi le ha precedute nel cammino dell'istruzione pubblica, dopo la "riforma" dell'università?
Io, con loro, lotto e continuerò a lottare per una scuola pubblica, imparziale e multietnica.
Lottiamo insieme!
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Sono Anna Adamolo,
ho 55 anni, sono insegnante, svolgo il mio lavoro con passione e competenza, allevo teste al pensiero critico, forse è questo il mio grande peccato.
Non sono una precaria, sono di ruolo e quindi potrei fregarmene, ma non ce la faccio, sento che stanno minacciando anche il mio futuro oltre quello dei miei studenti, dei miei figli.
Non voglio far finta che tutto vada bene, sono preoccupata per i tagli all'istruzione, all'educazione, alla formazione.
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Sono Anna Adamolo,
sono un insegnante di scuola primaria e madre di tre figlie due di loro avranno la maestra unica (perchè lo chiamiamo tutti maestro unico quando il lavoro sporco lo fanno le donne mentre gli uomini fanno i dirigenti!)
E non sarà la sola cosa ad essere unica a partire dal pensiero che vogliono unico e acritico per finire alla religione (dove metteremo gli alunni che scelgono l'attività opzionale se non ci sono le compresenze?) facile: religione per tutti unica!
Grazie per aver occupato il ministero in maniera così ironica esiste ancora l'intelligenza umana e di ciò provo sollievo e gioia!!!!
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Sono Anna Adamolo,
ho 25 anni, sono iscritta ad un corso di laurea specialistica e ogni mattina, appena sveglia, mi viene da smadonnare! sono stanca:
stanca di vivere in un Paese che considera la cultura uno spreco;
stanca di essere considerata una spesa da tagliare;
sono stanca di vedere il mio futuro preso a sprangate;
stanca di un Governo che non garantisce il diritto allo studio;
stanca di vivere in un Paese che non dà valore al lavoro intellettuale e alla ricerca;
sono stanca della politica dei decreti legge e delle mistificazioni;
stanca di aprire il giornale e leggere interviste allucinanti (vedi alla voce Cossiga), dichiarazioni immonde e chiamate alle armi (salvo poi ritrattazioni delle stesse varie et eventuali);
stanca di essere considerata una facinorosa solo perchè protesto quando me la mettono nel culo;
stanca di dover andare all'estero per un dottorato di ricerca e ancora stanca e mille volte stanca di stare a guardare.
Per questo non mi stancherò mai di essere una goccia dell'Onda...
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Sono Anna Adamolo.
Sono una mamma di due bambini e sono preoccupata perchè il modello di scuola che si profila tenderà ad escludere tutti i diversi, stranieri, disabili, poveri, dal sistema dell'istruzione di qualità. Peggio, temo che, col sistema delle scuole fondazioni, in Italia l'istruzione di qualità sparirà del tutto. Avremo nozioni, controllo, vecchiume.
Perderemo creatività, pluralismo, vivacità e voglia di imparare. Sono offesa dall'arroganza di questa politica di fannulloni, ignoranti e prepotenti, che pretende di togliere agli alltri quelle odiose e deplorevoli facilitazioni di percorso universitario e lavorativo che, proprio per loro, sono state l'unica chance di trovare un posto.
Ai miei figli insegno a lavorare onestamente. Non accetto che vengano privati di diritti essenziali da chi non sa cosa voglia dire "lavorare onestamente".